La Psicoanalisi Rivista

La Psicoanalisi n.3 – L’interpretazione in psicoanalisi

Il procedimento inventato da Freud può essere riassunto in due termini: l’associazione libera, che definisce il compito dell’analizzante, e l’interpretazione, cioè la risposta dell’analista. Ma questi due termini non definiscono totalmente il legame analitico e l’incidenza dell’analista non si riduce neanche solo all’interpretazione, poiché esiste l’amore di transfert che Freud scopre con sorpresa, nel quale la presenza dell’analista interviene come supporto della funzione, non dell’interprete, ma dell’oggetto.

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La Psicoanalisi n.2 – Il sintomo e il fenomeno psicosomatico

Lacan non ha mai trattato in modo specifico dei fenomeni psicosomatici. Propone però preziose indicazioni nel Seminario II, nel Seminario XI e nella conferenza sul sintomo riportata in questo numero, in cui afferma che si tratta di un campo ancora inesplorato.
Nella mia formazione medica e scientifica sono stato colpito dall’insistenza di Lacan a sottolineare nel suo insegnamento e nella sua pratica clinica l’importanza del corpo, fatto, curiosamente, ignorato da molti.
Se Freud scopre la conversione isterica e la nozione di compiacenza somatica, Lacan, con la teoria del significante e il concetto di reale, introduce una nuova logistica che consente di cogliere meglio l’effetto del linguaggio sul corpo. 
La conversione isterica non implica un rimaneggiamento del corpo, né tracce di lesioni: questo salto dello psichico nell’organico resta, sul piano scientifico, un enigma. Nel fenomeno psicosomatico l’uomo di scienza riscontra modificazioni nell’organismo: resta incomprensibile il determinismo delle lesioni nei confronti dell’omeostasi del corpo. Ma l’implicazione di fattori genetici, immunologici e biochimici, specifici in questi processi, ravviva la curiosità poiché mostra implicitamente che il significante, anche nella sua espressione più semplice come il fonema, può avere un’azione sul genotipo umano, creando nella vita dell’individuo nuovi fenotipi.

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La Psicoanalisi n.1 – Il bambino e la psicosi

È come una locanda spagnola: ognuno trova quel che ci porta. Il musulmano è persuaso che se non si conosce il Corano non si capisce nulla degli Scritti. 
L’ebreo ritrova nel Nome-del-Padre il Dio del roveto ardente e del sacrificio di Abramo.
Il cristiano è sensibile al fatto che la teoria del godimento si ispira a san Paolo, quella dello stadio dello specchio a sant’Agostino, quella della passe a san Tommaso (d’Aquino). 
Il cattolico romano ritrova il gusto del barocco in questo ex allievo dei gesuiti. 
Il filosofo vi ritrova il suo Aristotele e il suo Kant, e il cogito che diventa il soggetto dell’inconscio, e la ragione del cuore che passa alla clinica. 
Lo psichiatra riconosce lo psichiatra. 
Il logico, il logico. 
Il matematico vede dappertutto la pratica dei numeri, delle superfici e dei nodi.
 Il linguista, come il poeta, attesta il senso della lingua. 
L’etnologo, è vero, storce il naso, ma riconosce di non aver mai incontrato uomo più dotto e animato da così grande curiosità (dixit Claude Lévi-Strauss).

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