In risposta all’articolo“L’autismo dei lacaniani” di Gilberto Corbellini apparso sul sole 24 ore il 12 febbraio a proposito del documentario “Le Mur”.

Egregio Dott. Gilberto Corbellini,
Le invio questa mail sul problema dell’autismo, da Lei trattato il 12 febbraio. Sono psicoanalista della Scuola di Lacan. Ho visto il documentario Le mur – La psychanalyse à l’épreuve de l’autisme. Il giudice del Tribunale di Lille ha condannato la regista per manipolazione dei dati. Per me, la cosa è evidente. Nel 1974 ero in Belgio e misi in piedi un luogo di vita per bambini autistici che esiste ancora, l’Antenne 110 (finanziato dallo Stato), e a cui si è ispirato il luogo di vita diretto da A. Stevens (uno degli intervistati del documentario). Il nostro scopo non è mai stato di psicoanalizzare il bambino autistico ma, servendoci di quanto la psicoanalisi insegna sul funzionamento tra il desiderio del soggetto (il bambino) e il desiderio dell’Altro (la madre, il padre, il mondo sociale), di creare un ambiente vivo, stimolante e non coercitivo. Un sunto della nostra esperienza si trova nel libro “Qualcosa da dire” al bambino autistico (Borla, 2011). Non abbiamo mai preteso che i genitori andassero in analisi, ma che ci aiutassero per essere operativamente efficaci, cercando di alleviare la loro pena, senza mai colpevolizzarli. Del resto, non ho mai trovato persone così dedite ai loro figli come i genitori di bambini autistici. Bisogna precisare almeno tre punti. Un primo riguarda la diagnosi, non univoca nei diversi Paesi. Un secondo punto riguarda la causa. Sulla scia dei Paesi anglosassoni in Francia, e ora anche in Italia, si considera “ormai superata l’interpretazione psicorelazionale dell’eziologia”, come recita “La relazione finale del Tavolo di lavoro sull’autismo del Ministero della Salute” (italiano) e la causa sarebbe una disfunzione del cervello. E’ una vita che sento un tale ritornello, che collega la causa dell’autismo a problemi neurologici, a geni etc. Un tempo era l’x fragile. Sarei felice se fosse provato. Ma non lo è. Legga a proposito La Linea Guida 21 del Ministero della Salute dove a p. 13 si afferma: “Le cause dell’autismo sono a tutt’oggi sconosciute”. Siamo dunque a livello delle ipotesi. Alcuni formulano un’ipotesi, altri un’altra. Noi, ed è il terzo punto, formuliamo l’ipotesi che collega l’autismo all’inconscio. La citazione di Lacan della “madre coccodrillo” non si riferisce alla madre del bambino autistico ma alla madre tout court e ha lo stesso valore dell’Edipo di Freud: dove Edipo uccide il padre e va a letto con la madre. Ossia si tratta di un discorso crittografato che cerca di dire ciò che avviene nell’inconscio. Le frasi dunque devono essere contestualizzate. Il documentario è solo una propaganda per un metodo basato sulla “psicologia cognitivo-comportamentale statunitense”. Ma esistono anche altri metodi di lavoro che ottengono risultati a volte ben migliori. E, per riprendere il Suo secondo articolo, in Belgio abbiamo messo in piedi anche luoghi di vita per non abbandonare l’autistico o lo psicotico al di là dell’età scolare. Ci siamo riusciti e ne siamo fieri.
Cordialmente,

Antonio Di Ciaccia

Curatore dei Seminari di Lacan per Einaudi