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La Psicoanalisi - Studi Internazionali del Campo Freudiano

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La Psicoanalisi n. 26

La Psicoanalisi n. 26

Parola e linguaggio

n. 26 – luglio-dicembre 1999

JACQUES LACAN....................Avviso al lettore giapponese
JACQUES-ALAIN MILLER.....I sei paradigmi del godimento
LUIGI COLOMBO....................Saussure e Lacan: il significante e La teoria linguistica di Lacan.
CARMELO LICITRA-ROSA....Dalla parola al linguaggio: la significazione e il senso    
ALFREDO ZENONI..................La lettera, al di là dell’ermeneutica. Una introduzione ai Corsi di Jacques-Alain Miller
JEAN-LOUIS GAULT................Alcuni tratti notevoli della lingua giapponese

E articoli di: LUISELLA MAMBRINI, ADONE BRANDALISE, ERMINIA MACOLA, ARTURO MARTONE, GRAZIANO SENZOLO, ERIC LAURENT, ANNE DUNAND

 

Estratto dalla Nota editoriale

Lacan perplesso di fronte alla traduzione giapponese dei suoi Scritti! Sicuramente altrettanto perplesso quanto un Giapponese che cercherà di leggerli! Ma se la perplessità è la stessa, i motivi sono del tutto diversi.

Il Giapponese, infatti, non vi troverà, nella traduzione degli Scritti, se non un testo che traduce un discorso in un altro discorso. Voglio dire: non solo tradotto da una lingua in un’altra, dal francese in giapponese (cosa che deve essere di una difficoltà spaventosa), ma tradotto dal discorso analitico in un altro discorso. In questo caso il traduttore-traditore snatura, volens nolens, il discorso analitico stesso, come fece notare Lacan nel suo Seminario XVII. Il rovescio della psicoanalisi a proposito della “traduzione”(!) effettuata da Serge Leclaire di un’espressione chiave dell’insegnamento di Lacan, tradotta dal discorso analitico nel discorso universitario, e quindi tradito.

Il discorso analitico sarà quindi, per un eventuale lettore giapponese, improntato come un discorso universitario oppure come una comunicazione di tipo scientifico o ancora come un discorso che tratti dei significanti di un Maître lontano, astruso più che mai. Il lettore giapponese non vi troverà, dunque, ciò che costituisce e struttura il discorso dell’Analista.

La perplessità di Lacan ha, invece, origine diversa. Essa si situa nel fatto che pur essendo il discorso giapponese un discorso altro rispetto ai tre citati - il discorso del Maître, il discorso dell’Università e il discorso dell’Isterico - non è tuttavia il discorso dell’Analista. Anzi, sebbene da una parte il discorso giapponese fa il verso al discorso analitico, dall’altra se ne discosta ampiamente.

Segue il testo in pdf

Antonio Di Ciaccia

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